Il metodo

 

 

Psicoterapia Focale Integrata

Il modello integrato prende le mosse dalle teorie freudiane e post-freudiana, la teoria cognitiva-comportamentale di A. Beck, il contributo delle teorie evolutive e del ciclo di vita e la teoria dell’integrazione funzionale di G.C. Zapparoli.

 

Caratteristica principale del modello è quella di essere un intervento focale!

 

Per focus si intende il problema significativo identificato, la cui risoluzione aiuta la persona a raggiungere la finalità desiderata. Il ruolo dell’intervento psicoterapeutico perciò è quello di attuare interventi differenziati volti a modificare i fattori che ostacolano il processo evolutivo.

 

La prospettiva evolutiva è indispensabile per identificare fattori e processi che determinano crisi normative nel corso dello sviluppo normale, il modello psicoanalitico e cognitivo per individuare quale conflitto intrapsichico o quale disfunzione cognitiva ostacolano il superamento della crisi evolutiva.

A livello di intervento può fornire informazioni sui percorsi evolutivi che sottendono lo sviluppo adattativo, disadattativo e patologico e sui meccanismi di cambiamento nel corso normale dello sviluppo, il modello psicoanalitico e cognitivo forniscono le tecniche terapeutiche più adatte per un intervento che unisca brevità ed efficacia.

 

Particolare valore a questo fine hanno anche i dati che provengono dagli studi sulla resilienza.

Il processo di valutazione diagnostica esplora tre dimensioni specifiche: i bisogni specifici del paziente, risultato della dinamica paura-difesa dalla paura, le sue risorse evolutive e la resistenza al cambiamento.

 

Tanta è l’importanza rivestita dal processo di diagnosi. Solo una buona diagnosi consente alla terapia di essere efficace ed efficiente. Il processo diagnostico può avvenire secondo diverse modalità e tramite l’utilizzo di diversi strumenti:

 

- il colloquio clinico, dal quale non è possibile prescindere per una maggiore conoscenza dell persona, del suo disagio e delle modalità di autocura messe in atto

- i test clinici, che molto spesso affiancano i colloqui per rendere più certa ed approfondita la valutazione. I test che utilizzo sono di diversi tipi:

o Test proiettivi

Il termine "proiettivo" si riferisce alla natura delle risposte date dal soggetto, il quale è chiamato ad arricchire gli stimoli più o meno strutturati che gli vengono proposti attraverso la propria soggettività.

 

- Test di rorschach. Il celeberrimo test delle macchie spesso abusato e banalizzato dai media (film e trasmissioni televisive) che aiuta il cinico ad individuare caratteristiche di funionamento dell’utente nel suo approcciarsi alle relazioni, al proprio mondo interno e a quello esterno.

- T.A.T. Un test proiettivo che rientra nella categoria dei metodi tematici costruttivi. Viene utilizzato per l’indagine sulla personalità dell’utente. Ha una siglatura meno riconosciuta a livello scientifico rispetto al test di rorschach ma se affiancato a validi colloqui o ad altri test può fornire buone informazioni circa il funzionamento della persona.

- Blacky. Test proiettivo di personalità adatto a ragazzi tra i sei e gli undici anni. Nasce con un riferimento esplicito alla teoria psicoanalitica freudiana. Nel tempo l'interpretazione del test si è arricchita anche dei contributi della teoria delle relazioni oggettuali.

 

o Test di intelligenza

- Wais IV. è il test di intelligenza per adulti più riconosciuto in ambito scientifico. Come tutti i test delle scale Wechsler permette di valutare numerosi processi psichici relativi al funzionamento cognitivo: del pensiero, della memoria, dell'esame di realtà, della capacità di pianificazione.

Forniscono anche un'idea di come il soggetto utilizzi le proprie capacità e risorse.

 

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Dott. Michele Clemente - Psicologo Clinico - p.iva 08412530969